Bussola Versilia | Intervista a Patty Pravo
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Intervista a Patty Pravo

Intervista a Patty Pravo

“Non potevo mancare alla riapertura della Bussola”, risponde così, con un sorriso che arriva direttamente all’altro capo del telefono. Nicoletta Strambelli, in arte, per tutti, Patty Pravo, un nome scelto pensando all’inferno dantesco, non ci pensa un attimo a rispondere così a chi le ricorda che la Bussola ha riaperto in grande stile i battenti e che lei, cresciuta artisticamente al Piper di Roma, nel locale versiliese ha segnato una tappa importante della sua carriera. Una splendida cavalcata che dura da più di 50 anni. Centodieci milioni di dischi venduti in tutto il mondo. La bambola. Pazza idea. Ragazzo triste. Pensiero stupendo. Se perdo te. Cieli immensi. Sino alle ultime poesie come la splendida Pianeti raccolta nel nuovo album Red che fa da filo conduttore nei concerti che la stanno portando in giro per tutta Italia. Patty Pravo è un mito. Un mito che torna alla Bussola con la sua classe straordinaria, un fascino che non conosce l’usura del tempo. I toni, lo stile, la classe ma anche la semplicità di una dea dell’Olimpo della musica.

“E’ stato per me molto naturale decidere di tornare alla Bussola, una volta che mi è stato proposto e che ho saputo della sua riapertura. Ho grandi ricordi in quel locale, una volta che arrivai con Don Lurio e il suo balletto, era un piacere cantare lì, dove erano passati tutti i più grandi artisti del mondo”.

La sua ultima apparizione nel locale versiliese a quando risale?

“Mi pare al 1976 o al 1977, non potevo davvero mancare alla sua riapertura”.

Sergio Bernardini, storico patron della Bussola, nel suo libro scritto nel 1987 parlò di lei come della “sua croce” per il talento forse in parte inespresso.

“Le definizioni le dà chi le conia, vuole dire che ero la sua croce (ride ndr)”

E’ da 50 anni sul palco: dove trova gli stimoli?

“E’ la mia vita, il contatto con il pubblico è tutto. E del resto che farei altrimenti? Potrei andare in vacanza, ma quello già lo faccio ogni tanto”.

C’è qualche canzone che porta con sé?

“Dipende dai momenti, dalle giornate. Oscillo tra le composizioni pop, quelle di quando ero più bambina, e quelle più classiche”.

Patty Pravo e gli uomini: in questi giorni è arrivata la dichiarazione di amore di Antonio Banderas: “Ero innamorato di Patty Pravo”, ha detto.

“Mi fa piacere, personalmente ho sempre pensato che ho avuto successo come cantante perché piacevo alle donne, ma certo non ero da buttar via per gli uomini…”.

Il suo Red Tour la sta portando in giro per tutta Italia, lo concluderà proprio a Sanremo dove aveva detto, al suo decimo festival quest’anno, non sarebbe più andata.

“Sanremo è sempre Sanremo, ogni volta mi dico che è l’ultima ma poi ci ritorno. Quest’anno ci sono andata con i postumi di una broncopolmonite e credo di sia visto”.

L’hanno definita anche “fiore del male”.

“Leggo Baudelaire, ma non mi ci ritrovo per niente: sono un tipo solare” .

Patty Pravo è fatalista?

“Sono un’ottimista”.

E una donna che da piccola frequentò a Venezia, nella sua città, il futuro papa Giovanni XIII e Ezra Pound crede nel destino?

“Il destino ce lo facciamo noi”.

Red Tour e poi?

“Alla fine del tour ho qualche altro concerto in agosto e poi mi fermo un po’ per una vacanza, ma niente esibizioni per almeno un anno”.

 

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